Bitcoin, Musk, il cambio climatico, le banche e la narrativa dei media mainstream

Musk prima si fa una canna poi spara cavolate su bitcoin

I media sono pieni di articoli su Bitcoin scritti da autori incompetenti che ripetono pedissequamente le “narrative” di volta in volta sentite da questa o quella fonte e promosse da gruppi di interesse e di cui tutti gli ignoranti si nutrono (gli inglesi le chiamano FUD).

Questo recente articolo di Repubblica ne e´la penosa conferma.

Non l´avrei mai neanche visto se non mi fosse stato inviato, come a chiedere cosa ne pensassi. Ecco quindi cosa ne penso: cavolate che mi sarei volentieri risparmiato di leggere.

1. Il “crollo” di bitcoin, che quasi tutti hanno attribuito alla retromarcia di Elon Musk di Tesla, non ha ovviamente niente a che vedere con Musk. Tantomeno col fatto che Tesla non accetterebbe piu` bitcoin per il loro “aspirapolvere” elettrico (chissa` se qualche pazzo avra` mai scambiato un BTC per una Tesla). Tesla vende 500.000 auto l´anno. 500.000 BTC cambiano di mano in un giorno ai picchi di mercato ed in 5 giorni di mercato ordinario come ora. Semmai la retromarcia di Musk e`attribuibile alle pressioni fatte dai propri azionisti, tra cui Blackrock che ne possiede oltre il 5%. Fink tiene Musk per gli zebedei e deve avergli sussurrato all´orecchio di tornare a fare quello che deve — cioe` l´icona del bravo ambientalista — su cui Blackrock & Partners hanno costruito tutta la narrativa del climate change e del business miliardario dei prossimi 10 anni. Musk ha acquisito un´immagine troppo “guascona” e se le canne gli sono consentite, sporcarsi le mani con Bitcoin — quando riceve fondi a pioggia dal governo USA e dalla EU — non va certo bene. E`come sputare sul piatto su cui mangia. E`anche probabile che Tesla abbia venduto qualcuno dei US$ 1,5 miliardi in bitcoin che teneva in cassa per fare un po´di profitti finanziari di cui ha bisogno per coprire le perdite operative. Sopratutto considerando che Tesla ha un sacco di altri problemi (anche ambientali e con i propri dipendenti) e che di profitti dalla vendita di auto in quasi 20 anni dalla fondazione non ne ha mai ancora fatti.

D´altronde anche altri wallstreeters avranno preso profitti. Speculatori che, sulle orme di Musk, si sono recentemente avvicinati a Bitcoin per il peggiore tra i tre motivi che attirano su bitcoin: semplicemente speculare. Gli altri 2 motivi per interessarsi a Bitcoin, quelli buoni, sono invece la necessita`e/o la curiosita`, motivi comuni a tutti quelli che poi di Bitcoin comprendono le complessita`e le varie sfaccettature, che continuano invece a sfuggire agli speculatori. Elon Musk chiaramente di Bitcoin capisce ancora poco e i suoi tweet sono importanti per Bitcoin e la sua comunita`non piu`di quanto lo sarebbero i commenti di una ballerina classica intenta a spiegare a una muta di ex-rugbisti l´andamento di una partita del 6 Nazioni di Rugby: zero, null.

Elon Musk non e`quindi Michael Saylor, che continua invece ad accumulare ad ogni ribasso invece di sparare cavolate con ogni tweet.

Tanto che alla fine sembra che qualche sant´uomo si sia deciso ad agire sugli zebedei di Musk prima di Larry Fink.

Per tornare ai motivi del presente ribasso, in realta`nessuno li conosce, perche`non c´e`stata nessuna evidente causa scatenante. Tutte e solo chiacchiere di chi deve scrivere qualcosa da dare in pasto agli sprovveduti, trovando una giustificazione razionale ad ogni movimento del mercato che, nella maggioranza dei casi, non esiste. Si tratta semplicemente di normali dinamiche di mercato: momentum, domanda ed offerta. Principalmente giuste prese di profitto per alcuni ed opportunita`- per chi ha una visione di lungo periodo — per accumulare ancora. Un pullback del 50% e´poi in realta` normale amministrazione per ogni bitcoiner stagionato (cioe`qualcuno che abbia vissuto almeno un ciclo di halving). Personalmente, se bitcoin facesse una puntatina sotto gli Eur 20.000, sarebbe pure meglio. Bisogna pazientare, ma sono ancora piu`convinto che la mia ipotesi di un anno fa sara`superata prima del prossimo halving.

Bisogna mettersi in testa che la volatilita`di bitcoin e` funzione di un aspetto importante: la mancanza di un “agente manipolatore” come lo sono le banche centrali per le valute fiat e l´assenza di circuit breakers come le sospensioni dei titoli per eccesso di ribasso o rialzo nelle borse valori. La massa monetaria fissa poi, sara`sempre un fattore di forte volatilita`per bitcoin. Bitcoin e` un mercato “selvaggio”, dove la domanda incontra l´offerta senza nessun filtro. Manipolazioni sono possibili, ma in generale il mercato e`piu`pulito rispetto ai mercati tradizionali a dispetto della mancanza di controllori; nessuno (inclusi whales o miners) sono in grado di manipolare il mercato se non per brevi momenti.

2. Che poi Bitcoin non sia ancora “un sistema di pagamento stabile ed un investimento per adulti” bisognerebbe che lo dicesse non l´autore, che ovviamente non vede piu`lontano dei propri piedi, ma qualche sfortunato cittadino del Venezuela, Turchia, Argentina o di qualche paese africano, i quali da anni usano Bitcoin come unico sistema di pagamento e riserva di valore vitale per i propri pochi risparmi. L´arroganza dell´autore e`tipica di che vive solo in termini del proprio piccolo mondo fatto di comodita`e sicurezze dove bitcoin puo`servire per “speculare” o al massimo per comprarsi una Tesla, lo status symbol del “bravo ambientalista” ricco. E`la stessa arroganza di chi non vede oltre i propri piedi e predicava egoisticamente i lockdown e la chiusura di attivita`di persone per le quali tale attivita`rappresentava la vita e l´unico sistema di sostentamento in mancanza del “posto fisso”. La stessa arroganza dei burocrati di Bruxelles o dei politici nostrani che predicano dall´alto del privilegio di grassi stipendi con cui sono gratificati come corrispettivo per la loro inutilita`(o piuttosto nocivita`) e che gli vengono pagati proprio con le tasse di coloro che hanno “ucciso” ed a cui hanno chiuso le attivita` per 12 mesi. Ma una visione piu´”illuminata” di Bitcoin potrebbero averla anche i nostrani “euro” entusiasti o gli americani, a patto di cambiare un attimo prospettiva e guardare una chart decennale di bitcoin o dell´oro verso euro/dollaro per capire che aria tira nei loro paesi in cui sono rimasti soltanto gli stolti, le elites globaliste, i loro politici corrotti, i banchieri centrali ed i (loro) prezzolati giornalisti a sostenere il valore e le virtu`delle valute fiat.

Nella fase successiva, se volete scommettere, nazioni in via di sviluppo cominceranno seriamente a pensare di adottare Bitcoin come riserva di valore o addirittura farne una moneta avente corso legale nel proprio stato. Perche`infatti un paese in via di sviluppo, con una valuta fiat “debole”, debba preferire il dollaro o l´euro alla moneta di nessuno (Bitcoin) e mettersi alla merce` di coloro che le svalutano al ritmo di trilioni di US$ al mese (migliaia di miliardi nel nostro sistema a scala corta), non e`comprensibile.

Magari El Salvador sara`il primo. Qualcuno dira`, “e chi se ne frega”. Che peso avra` mai il piccolo e povero El Salvador? Molto invece, almeno in questa prima fase di adozione. Questo perche`tutti i paesi in via di sviluppo sono esattamente nella stessa situazione di El Salvador, presi tra l´incudine di una propria valuta fiat debole ed il martello di una “dollarizzazione” o “eurizzazione” della propria economia, che produce gli effetti devastanti nel lungo tempo che ben conosciamo. Devono quindi scegliere ora, o con Bitcoin o per sempre schiavi dei soliti. Ad El Salvador potrebbero seguire quindi Paraguay, Uruguay, Argentina, Costa Rica, ecc praticamente la totalita` del mondo in via di sviluppo si trova sul Rubicone ed i rispettivi leaders devono lanciare il dado ed entrare nella storia oppure restare i corrotti puppets dei globalisti.

3. La narrativa sul “folle” consumo energetico di Bitcoin, promossa a suon di soldoni dai soliti noti (Blackrock & Friends), che promuovono i veicoli elettrici come fossero la soluzione ai veri problemi ambientali del pianeta (mentre nessuno parla dell´inquinamento chimico e della plastica che ovviamente non fanno fare soldi a Greta & Co perche`i loro mandanti e finanziatori in quei settori hanno enormi interessi), e`come tutte le altre narrative costruite a tavolino: e`fatta di contraddizioni, scarsi argomenti e pochi o niente fatti. Sostanzialmente quello in cui il KGB era maestro durante la guerra fredda: disinformazione. Si smonta dunque facilmente: se e`vero, come e`vero, che Bitcoin e`un sistema finanziario parallelo che non necessita — per funzionare — delle migliaia di banche e societa`finanziarie, banche centrali, governi e relativi apparati militari necessari a far funzionare l´attuale sistema basato su valute fiat, allora il suo impatto energetico va analizzato rispetto a quello di questo colossale apparato politico, finanziario e militare. Ecco che allora, senza neanche bisogno di fare analisi, Bitcoin miracolosamente diventa “ad alto risparmio energetico”. Se poi spieghiamo agli “ambientalisti” dell´ultim´ora — cioe`ai G(c)retini cui poco interessa l´ambiente e molto piu` fare soldi “vendendo” la narrativa ambientalista e gli investimenti “buoni” certificati ESG di proprieta` dei loro mandanti — che e`possibile minare Bitcoin utilizzando energia rinnovabile che altrimenti verrebbe persa perche`non assorbita dalla rete o prodotta in luoghi dove non e`possibile portarla alla rete di distribuzione, allora Bitcoin diventa anche rinnovabile. Ma guarda un po´ che rivoluzione, campi solari in Africa o al posto delle piantagioni di coca in Sud America, mineranno Bitcoin e renderanno ricche ed indipendenti regioni finora assoggettate al colonialismo degli stessi promotori della “rivoluzione verde”. Basta guardare solo al di la dei propri piedi o oltre gli interessi di chi li paga profumatamente.

4. Anche se Bitcoin puo`certamente disintermediare le banche commerciali, in fondo spero che questo non avvenga. E sarebbe meglio cosi`. Le banche commerciali, differentemente dalle Banche Centrali, hanno storicamente sempre avuto una funzione importante per la societa`, per l´economia e lo sviluppo. Certo, anche qui la globalizzazione e la concentrazione in mastodontici gruppi finanziari ha cambiato molte cose negli ultimi 30 anni. Ma Bitcoin resta un ottimo potenziale alleato per le banche. Pensiamo solo a quanto sia ancora poco user friendly Bitcoin e di come le banche potrebbero traghettare anche i risparmi dei nostri genitori su Bitcoin, cosa che altrimenti da soli non potrebbero mai fare. Not your keys not your bitcoin vale solo per una limitata fascia di utenti. La maggioranza dei risparmiatori, come anche investitori istituzionali, avranno bisogno della funzione tradizionale di intermediazione e custodia delle banche per parecchio tempo ancora.

Quello che bisogna forse chiedersi e`se non sia invece la ECB/BCE stessa a voler bypassare le banche commerciali con l´euro digitale/CBDC? Semmai un osservatore attento puo`vedere un filo non troppo sottile che lega i vested interests della BCE, del WEF, delle elites globaliste (capeggiate da Gates, Soros, Blackrock, Vanguard, ecc) con i burocrati di Bruxelles in un progetto totalitario, cui il Covid ha fornito solo la tanto attesa opportunita`di implementazione ed accelerazione. Non e`certo dietrologia, ma e`sotto gli occhi di tutti coloro che vogliano vedere e capire cosa sta succedendo. Anche Mike Carney, la quintessenza del burocrate dei poteri forti — collega di Draghi e suo compare nella Bilderberg insieme ai vari Monti, Lagarde, Macron, Merkel, Rutte, Schauble, Schwab, Spahn, Von der Leyen, Letta, Gates, Bezos, Lilli Gruber etc, etc, insomma il gotha del “Great Reset” e della narrativa “siamo in guerra contro la pandemia e dobbiamo privarvi della liberta`per prottegervi” — ne parla candidamente nel suo ultimo libro “Buidling a better world for all” (uhm pardon, per LORO)

Bitcoin, come strumento non censurabile di assoluta sovranita` monetaria e riserva di valore e`il LORO nemico N.1. A ben vedere non e`il nemico delle banche commerciali. Non piu`di quanto lo sia l´oro. La differenza e`che le banche centrali e queste elites controllano l´oro. Bitcoin no. Ecco perche` la stampa mainstream ed i loro prezzolati ed incompetenti giornalisti spingono la narrativa di come Bitcoin rappresenti un pericolo per le banche commerciali . In verita` le banche commerciali hanno ben capito che potrebbero iniziare a costruire sopra Bitcoin servizi per tornare a fare le banche come facevano un tempo, copiando quello che il settore DeFi sta gia`facendo. Per chi ha occhi per vedere, “Bitcoin banking” sarebbe il futuro per le banche commerciali. Creare moneta fiat e credito tenendo Bitcoin come riserva come facevano una volta con l´oro prima di Bretton Woods.

Il condizionale e`pero`dettato dal fatto che, capire quali banche commerciali siano sufficientemente svincolate dalle pressioni di questo totalitario gruppo di elites e possano quindi adottare una strategia indipendente, non e`affatto facile. Il groviglio di interessi economici e politici e`tale, tanto e spesso contraddittorio che fare delle previsioni e`impossibile. Presumibilmente, le grandi banche — che sono piu`soggette a questo tipo di pressioni economiche e politiche ed hanno costoro tra i propri azionisti — faticheranno a fare il salto. Le piccole saranno forse piu`capaci di muoversi indipendentemente. Comunque nasceranno delle nuove Bitcoin banks — come Abra e BlockFi — e le vecchie faranno presto la fine di Blockbuster.

Quelle banche commerciali quindi, che vorranno usare Bitcoin, avranno un futuro roseo. Meno roseo sara`il futuro dell´€uro e di questa Europa — sempre piu` totalitaria — fatta di lockdown, coprifuochi, maggiori restrizioni delle liberta`costituzionali, maggiori tasse sui ceti medi piu`produttivi, un Euro/CBDC come strumento di sorveglianza e controllo, espropriazione dei risparmi attraverso l´aberrazione economica degli interessi negativi e perfino la proibizione, agli emittenti di criptomonete, di pagare interessi attivi sulle criptomonete, che puzza lontano un chilometro di paura da parte della BCE/ECB.

Il quadro — di quello che vogliono fare e di dove stiamo andando — e`gia` abbastanza chiaro. La domanda e`: riusciranno a farlo? Visto quello che sono riusciti a fare sulla massa con la pandemia c´e`oggettivamente da essere molto preoccupati. Ma per fortuna Bitcoin rimane la via per tutti quelli che restano ottimisti e scommettono che alla fine non ci riusciranno e che vogliono quindi “shortare” il sistema. Fortunatamente il numero di chi e`short questo sistema cresce di giorno in giorno.

5. Che, in fine, “Bitcoin abbia fallito nonostante la cieca (ed aggressiva) fede dei suoi sostenitori” (come fossimo dei tifosi del calcio), e`una legittima — seppure fattualmente infondata — percezione dell´ignorante autore (limitatamente al tema Bitcoin ovviamente); probabilmente giustificata da sue sfortunate esperienze precedenti e dal fatto che la comunita`dei bitcoiners non e`, per fortuna, per nulla “politically correct” e quando un incompetente spara cavolate come Francesco Guerrera su Repubblica glielo diciamo in faccia senza girarci tanto intorno.

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