Un criptico Savona sulle criptomonete e l’euro digitale

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Il Prof. Savona Presidente Consob e le criptomonete

In una recente intervista, Paolo Savona, presidente della Consob, ha parlato anche di bitcoin, di criptomonete e di valute digitali.

L´intervista e´da un lato interessante, per capire come le autorità ragionano su questi temi e quali misure regolamentari intendono adottare e cosa percepiscono come una minaccia alla propria sovranità monetaria.

Dall’altro e` preoccupante, perché il livello di cripto-alfabetismo delle autorità (almeno ai vertici) e`talmente basso che viene da chiedersi come possono questi pensare di regolare qualcosa che comprendono così poco.

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La parte interessante inizia dal minuto 17 dell’intervista. Non facciamo caso al linguaggio approssimativo usato da Savona, che non ha comprensibilmente la padronanza dei concetti legati alle criptomonete, ma concentriamoci invece sulla sostanza di quello che dice. La prima chiara affermazione e`che “La banconota scomparirà”. Se ancora ci fosse stato bisogno di conferme, una CBDC (Central Bank Digital Currency) per la zona Euro arriverà forse prima di quanto pensiamo. L´architettura che vorranno dargli e` ancora da decidere, ma una previsione potremmo già avanzarla sulla base di questo studio delle BCE: non si tratterà di una criptomoneta e non girerà quindi su DLT/blockchain. Avrà chiaramente una struttura centralizzata. La possibilità di usare una architettura semi-decentralizzata su DLT/blockchain e´limitata solo alla ipotesi in cui si volesse adottare, anche solo parzialmente, una moneta digitale al portatore in grado di essere trasferita P2P e con finalità legale, cioè capace di estinguere immediatamente un debito (come il contante — Vedi Pag. 40 dello studio BCE sopra).

Faccio però notare che, qualsiasi cosa tireranno fuori, una CBDC deve avere almeno le seguenti caratteristiche di base per essere tale e quindi: (i) corso legale e finalità legale, cioè la capacità di estinguere le obbligazioni pecuniarie in modo irrevocabile, come il denaro contante; (ii) deve essere una obbligazione diretta della banca centrale; (iii) deve poter circolare all’estero ed essere convertibile con valute estere. Poi viene tutto il resto. Per intenderci, la DCEP cinese, la struttura ibrida della proposta e-krona svedese, lo stablecoin della Sberbank russa, la sintetica dell´IMF o il LBCoin della Banca Centrale Lituana, non hanno queste minime caratteristiche e quindi sono tutt’al più strutture ibride o sintetiche, simili a stablecoins o moneta scritturale bancaria, ma non certo l’equivalente digitale del contante (M0).

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Arriviamo quindi al filmato messo in onda precedentemente, e che trattava di bitcoin in particolar modo. Qui Savona dice di “voler fare chiarezza su alcuni equivoci che si sono riflessi nel servizio” e continua dicendo che “tutte le altre cose sono completamente diverse (da bitcoin ovviamente N.d.R.)…anche li c’e´un minatore capo (sic!) che colloca il risultato della prospettazione del computer (i stablecoin N.d.R.) e si fa dare in cambio dollari o euro e questa diventa una operazione finanziaria non regolata”.

Poi aggiunge che ci sono dei “trasformatori (sic!) che hanno una piattaforma e usano queste monete in quantità infinite e le trasformano in euro o dollari e stanno spiazzando le banche centrali

BINGO!

Quindi, tentando una traduzione dal criptico “cripto-gergo” del Prof. Savona, credo voglia dire che, se da una parte abbiamo bitcoin con una massa monetaria finita, dall’altra abbiamo quelle che lui chiama “cose completamente diverse”, che sono in realtà` i c.d. stablecoins, cioè una rappresentazione digitale dell´euro e del dollaro emessi su blockchains e circolanti al di fuori dei circuiti bancari e che sono concepiti per mantenere un ancoraggio (peg) al valore dell´asset sottostante mantenuto in riserva. I Stablecoins dovrebbero quindi essere emessi in quantità pari agli euro o dollari che sono tenuti in riserva a garanzia. Questi stablecoins sono principalmente EURS, Tether USDT e USDC.

Le accuse che in passato sono state mosse, sia dalle autorità che dallo stesso settore cripto a Tether in particolare, per la impossibilità di verificarne le riserve, sono alla base delle preoccupazioni anche di Savona. Il nocciolo per Savona e`che la creazione di stablecoins in modo non regolato e senza rigidi criteri di verifica delle riserve (che dovrebbero essere mantenute sempre 1:1 con il sottostante), si sostanzia in un sistema di moneta frazionaria. Se questa massa monetaria, direttamente o indirettamente, esce dal circuito cripto e entra nell’economia reale, allora questo inficia il monopolio degli stati sulla moneta fiat. Questa diventa quindi attivita` bancaria, che appunto e`cosa ben diversa dall´emissione di criptomonete su una blockchain come bitcoin, Monero o Ethereum, che operano su un piano completamente distinto rispetto alle monete fiat.

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In altre parole, hanno paura di perdere il controllo sulla massa monetaria emessa. In realtà e qui risiede un altro enorme problema, le autorità sanno benissimo di avere già perso il controllo sulla massa monetaria in circolazione, vogliono semplicemente evitare di aggiungere benzina sul fuoco. Infatti — e questo nulla ha a che fare con le criptomonete — il “mostro” l’hanno creato loro stessi attraverso: (i) il sistema di riserva frazionaria bancaria e la moneta scritturale bancaria, (ii) l´intero sistema dell` Eurodollaro, cioè i depositi/liabilities in dollari detenute dalle banche al di fuori degli Stati Uniti e che rappresenta letteralmente una bomba a orologeria pari a circa US$ 13,8 trillion (13.800 miliardi US$); (iii) la bullshit trickle-down economics (scusate la chiamo così), cioè il Quantitative Easing che e´responsabile delle disuguaglianze sociali che vediamo oggi e di una enormità`di distorsioni e bolle speculative, ed a cui ora si aggiunge la helicopter money della nuova teoria monetaria moderna (MMT). Quindi ovvio che le autorità siano preoccupate che ci si metta pure qualche privato, oltre alle banche, a creare dollari o euro digitali e a riversarli nell’economia reale.

Non e`un caso poi che solo qualche giorno prima dell’intervista a Savona, la Lagarde abbia sostanzialmente espresso le stesse preoccupazioni e tre rappresentanti del Congresso USA abbiano presentato una proposta di legge per regolamentare, come fossero banche, chi emette stablecoins. La conseguenza e`che non e´affatto bitcoin la minaccia alla sovranità monetaria, anche per i motivi che ho ampiamente trattato qui, quanto i stablecoin che stanno alla intersezione tra criptomonete e fiat.

Savona ha poi concluso dicendo che “quindi le banche centrali devono entrare nel sistema e devono fare le loro monete digitali (le CBDC N.d.R) come ha fatto la Cina”, facendo poi capire di propendere proprio per una CBDC di tipo cinese e quindi una moneta digitale centralizzata che consenta alla BCE il massimo dei controlli possibili in tema di coercibilita`e limitazione della privacy dei cittadini europei a fini fiscali e antiriciclaggio.

Traendo le somme di quanto espresso da Savona, che poi riflette comunque un progetto condiviso e coordinato tra i burocrati di Bruxelles, i vari governi europei e la BCE (lascerei per ora gli USA fuori dalla questione perché il discorso li ha delle peculiarità specifiche), le conseguenze, per i cittadini e per il settore cripto in particolare, potrebbero essere queste:

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(i) e´chiaro che il contante andrà gradualmente a sparire. Questo dovrebbe essere una preoccupazione per tutti i cittadini, perché`esso rappresenta libertà, incoercibilità, privacy, finalita`di pagamento, fungibilità ecc. Alcune di queste caratteristiche potrebbero teoricamente essere replicate con una moneta digitale ben strutturata, ma purtroppo dubito molto che questo sia nelle intenzioni dei nostri governi. In particolare però l´addio al contante significa comunque l´addio alla fungibilità della moneta ed alla privacy che questo ha tradizionalmente consentito. Come al solito si cerca di toglierci dei diritti basilari con la scusa di dover combattere un nemico, una volta il terrorista, un’altra il mafioso, un’altra “il cumenda” che nasconde le mazzette sotto il materasso ed altre baggianate. In realtà si tratta di implementare globalmente un teorema di controllo totale della popolazione che e´stato accuratamente pianificato da anni, a cui il Covid ha fornito una eccezionale opportunità e spinta all’implementazione, e che sarà portato a conclusione con passaporti digitali sanitari e con questo tipo di moneta digitale, che diventerà uno strumento di sorveglianza e controllo di tipo cino-comunista.

(ii) quale sarà l’impatto sui stablecoin e`difficile prevederlo. Per quanto riguarda un inasprimento dei controlli, in particolar modo sul mantenimento della riserva 1:1 con le monete fiat depositate, e`a mio avviso un buon passo avanti. Lo stesso dicasi per la necessità di mantenere un’assicurazione a copertura dei depositi fiat come la FDIC americana. Il richiedere agli operatori una licenza bancaria significherebbe che i grandi, come Bitfinex e Coinbase, non avranno certo problemi ad ottenerla, mentre per i piccoli e gli startups questo diventerebbe un ostacolo all’innovazione e la crescita. Non scordiamoci che anche DAI di Maker DAO e´un stablecoin. Ma ha caratteristiche molto diverse dagli altri e non minaccia affatto la sovranità monetaria degli stati. Anzitutto viene generata depositando ETH e non moneta fiat, ha un interessantissimo algoritmo di gestione della politica monetaria da cui le banche centrali potrebbero imparare, ha un ecosistema di apps molto vivace e crea innovazione tecnologica. Poi e´una DAO (Decentralized Autonomous Organization) e quindi, se fossi una autorità regolamentare a chi dovrei mandare le raccomandate? Concetto che al Prof. Savona, alla Lagarde o Roubini bisognerebbe forse chiarire.

Quindi, invece di assimilarli alle banche, sarei per inserire controlli e disclosures sulle riserve, copertura assicurativa ed eventualmente una specifica taratura di norme e autorizzazioni già esistenti, come quelle a cui sono comunque soggetti gli istituti di moneta elettronica ai sensi della direttiva 2009/110/EC in Europa o la Money Transmitters License in USA.

(iii) Per quanto riguarda le principali criptomonete, se posso azzardare una previsione: (a) dovrebbe rafforzarsi la posizione di bitcoin quale rifugio, riserva di valore e sistema finanziario parallelo per tutte le sue caratteristiche arcinote e in particolare l’incoercibilità, la resilienza, ed un buon livello di privacy. Inoltre funge da collaterale e lubrificante per lo sviluppo di tecnologie blockchain e per tutto il settore DeFi; (b) dovrebbe consolidarsi la posizione di ETH quale moneta nativa di un importante protocollo e piattaforma tecnologica che crea innovazione e quindi sostanzialmente una call-option sul protocollo Ethereum (c ) dovrebbe crescere la posizione di Monero per garantire tutti quegli aspetti di privacy e non tracciabilità che non sono nativi di bitcoin; (d) se arrivano le CBDC i vari progetti per Facebook Libra, Amazon Coin, TwitterBuck, BezosDollar, GoogleCash, ecc, non serviranno più a nulla. In ogni caso, se dovessi scegliere tra due mali sceglierei il minore, e quindi meglio una moneta strumento di sorveglianza emessa dallo Stato che da una corporation.

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Per quanto riguarda gli USA, invece, aspetterei a pronunciarmi. Primo, perché ancora fino al voto dei grandi elettori il 14 dicembre e probabilmente anche oltre, non si saprà con certezza chi sarà il prossimo presidente e questo potrebbe cambiare molte cose. Secondo, perché il dollaro e`ancora moneta di riserva globale e, per restarlo, dovrà battere le altre CBDCs. Come farlo? Se la DCEP cinese o l´euro saranno strutturati come strumenti di sorveglianza e repressione fiscale, gli americani avranno gioco facile ad incentivare la loro CBDC facendone uno strumento più libertario degli altri. Infatti hanno già detto che valuteranno quello che faranno gli altri prima di muoversi. Vediamo chi sara`il loro presidente a gennaio e che decisione prenderanno poi, se cioè si accoderanno all`EU — per il reset-globale ed un futuro orwelliano dove saremo sorvegliati, privati di libertà fondamentali e poveri (ma almeno felici, così ci dice il WEF nello spot “own nothing and be happy”) — oppure se torneranno ad essere la terra della libertà e delle opportunità, the American Dream.

© www.bianconiandrea.com — 2020

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